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Il borgo di Termoli (webcam Mynews&Panfilo)

 

Giovanni Mastrangelo

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Into the wild - Nelle terre selvagge

 
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giorgiawrote:
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Nov. 17
MySpace and Orkut Winnie Pooh Glitter Graphic - 4t  mando un bacio e.....controlla la tua posta!!!
ciao francy :)
Oct. 10
Cartoon Glittersun bacio con affetto Francy
ps:nel mio blog nell'album "un amico un cartoon" ti ho dedicato proprio WINNIE THE POOH(se hai diff ad entrare nel blog fammi sapere che trovo un sistema...!)
kissesAnimoticon
Oct. 8
valentinawrote:
bel blog complimenti....ci sono finita navigando tra i siti di clown terapy...
io vivo a Pescara e vorrei rìtanto entrare in un'associazione che mi dia la possibilità
di realizzare un sogno che coltivo da tempo...
Sept. 23
ciao!
bellissimo il blog,ogni tanto mi fermo a dare un'okkiata...interessantissima la ricerca  sui benefici delle favole sui bambini prescolari...cmq credo che forse un aspetto non sia stato abbastanza approfondito e preso in considerazione(anche se cmq accennato ala fine),ossia  come gli aspetti emotivi  possano influire positivamente su quelli cognitivi e piu' nello specifico su come la prossimita' emotiva al caregiver favorisca la memoria...credo sia questo in realta' l'aspetto piu' significativo  nn e'solo  una semplice stimolazione sensoriale a favorire l'intelligenza!
psicologia a parte,complimenti per il blog e per lo spazio che in esso lasci ai tuoi amici e soprattutto alla solidarieta'!
bravo!
un bacio
Francy
 
May 24

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May 12  
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December 24

La cartolina di Natale 2008

Sfollati a causa del terremoto del Sichuan- Maggio 2008
October 04

Il "Modello Molise" del risparmio sulla salute

 

La Regione Molise risparmia sulla sanità. Si sa come vanno le cose da queste parti: il deficit sanitario è elevatissimo, il debito pro capite dei cittadini uno dei più alti d’Italia, e il sistema impone un risparmio consistente, pena il tracollo economico. Si chiama Piano di Rientro, ed è quel famoso documento sottoscritto da Michele Iorio con il Ministero della Salute e quello dell’Economia (l’accordo è stato siglato il 27 marzo 2007). Prevede il taglio delle spese in eccesso, ma deve garantire il livello dei servizi ai cittadini-pazienti. Nelle intenzioni è uno strumento addirittura positivo, perchè dovrebbe razionalizzare i costi delle Asl e risparmiare sugli sprechi.
Nei fatti, le cose sono un po’ diverse. Mentre si tagliano i posti letto – quindi i servizi – non si toccano gli incarichi – cioè le poltrone. Un po’ alla volta, emergono piccole cose che però hanno un grande significato per le famiglie delle persone malate, e che alzano il velo su un Piano pensato per mantenere inalterati i privilegi di chi dirige – e non sempre bene, come dimostra la cronaca giudiziaria recente – le Asl, penalizzando i fruitori dei servizi, cioè i pazienti. A rimetterci, soprattutto, sono i leucemici. Dopo aver soppresso le pensioni mensili ed eliminato i rimborsi viaggio e le indennità giornaliere per i bambini malati costretti a curarsi a Roma e Pescara e ora senza più aiuti economici, la Regione Molise taglia anche sui farmaci.
 
Il caso del signor M. (non facciamo il nome per ragioni di privacy) è emblematico: è malato di leucemia e si trova nella fase terminale della malattia. Percepisce una pensione di 600 euro al mese, con la quale deve pagare la casa, le bollette, il cibo e gli abiti per se stesso e la moglie. Avrebbe diritto all’accompagnamento, eppure aspetta da un anno di vedere i soldi promessi dalla Asl. Finora, niente. A questo si aggiunge l’ultima novità del risparmio sanitario: i farmaci di classe C, che fino a questo momento gli venivano concessi gratuitamente, adesso se li deve pagare lui.
 
I farmaci di classe C  sono la maggior parte: antidolorifici a antinfiammatori, collutori e colliri, farmaci per lo stomaco, sedativi, ansiolitici, fermenti lattici. Insomma, la categoria contempla un po’ di tutto. Si tratta di medicine ritenute non vitali, quindi non mutuabili. Le paghiamo tutti, ma fino a qualche mese fa erano esonerati da questa spesa i “soggetti affetti da malattie rare, i detenuti e gli internati”. Il signor M., affetto da leucemia che è ancora considerata malattia rara, aveva i farmaci direttamente dalla farmacia della Asl, gratuitamente. Ma ora non è più così. Adesso, grazie alla delibera n.552  della Giunta regionale del Molise, le medicine non indispensabili le deve acquistare di tasca sua, con i soldi della pensione che già non bastano per il resto. Il fatto è che quelle medicine per lui sono indispensabili. La leucemia crea mille complicazioni, e anche un semplice colluttorio (8 euro al flacone per 4 giorni di somministrazione) può diventare necessario per non peggiorare, per esempio, le infezioni delle mucose. E’ un esempio, appunto, e di esempi simili al centro Trasfusionale di Termoli ce ne sono parecchi. Chiediamo a un’infermiera la media di pazienti giornalieri che si recano nel Day Hospital per la terapia. «Tra 8 e 10, tutti i giorni».  I tre letti e le cinque poltrone del reparto sono occupati quasi sempre, a dimostrazione che il problema della leucemia non è nemmeno tanto raro da queste parti. Tutti i pazienti devono ora sborsare di tasca propria il denaro per accedere ai farmaci di classe C.
 
E non solo. La stessa delibera, che ridisegna quelli che in gergo si chiamano “livelli ulteriori di assistenza” (abbreviato Lea) stabilisce anche che i disabili non hanno più diritto alla riabilitazione gratuita in acqua, e che i soggetti malati di insufficienza renale non possono contare sulla gratuità degli alimenti senza proteine: se voglio mangiare senza avvelenarsi, devono tirar fuori i soldi. La nuova sanità molisana nasce sotto i peggiori auspici.

 (Da Primonumero.it)

(Pubblicato il 02/10/2008)

October 01

Fascismo e razzismo nel pallone

di CORRADO ZUNINO

Quel fascino per la camicia nera che cresce nel mondo del calcio
    L'outing di Christian Abbiati, portiere del Milan fascista nel privato e ora anche in pubblico, ha allargato praterie di potenziali rivelazioni nel mondo del calcio italiano, da sempre silenziosamente a destra. Quelle parole rimbalzate in tutta Europa - "del fascismo condivido ideali come la patria, i valori della religione cattolica e la capacità di assicurare l'ordine" - sono sottoscritte, oggi, da una crescente platea di calciatori e dirigenti italiani.
    La forza delle frasi rivelatrici di un portiere che è abituale frequentatore dei leader di Cuore nero, succursale dell'estremismo nero milanese e luogo di riferimento per gli ultrà dell'Inter, più che nell'indicare il solito revisionismo pret a' porter italiano che vuole un fascismo buono prima del '38 ("rifiuto le leggi razziali, l'alleanza con Hitler e l'ingresso in guerra", ha detto Abbiati) segnala come anche i calciatori, notoriamente pavidi nelle dichiarazioni, oggi comprendono che queste "verità" si possono finalmente dire: il vento del 2008 non le rende più pericolose per le loro carriere.

    Sono diversi i campioni italiani che indossano numeri sinistri e sventolano effigi del Ventennio per poi giustificarsi: "Non lo sapevo". Il portiere Gianluigi Buffon, figlio di famiglia cattolica e impegnata, è stato sorpreso in quattro atti scabrosi. La maglia con il numero 88 che rimandava al funesto "Heil Hitler" segnalata dalla comunità ebraica romana, poi la canottiera vergata di suo pugno con il "Boia chi molla". Nel 2006, durante le feste al Circo Massimo per la vittoria del mondiale, si schierò - mani larghe su una balaustra - davanti allo striscione "Fieri di essere italiani", croce celtica in basso a destra. E i suoi tifosi, gli Arditi della Juventus, un mese fa a Bratislava gli hanno ritmato "Camerata Buffon" ottenendo dal portiere un naturale saluto. Quattro indizi, a questo punto, somigliano a una prova.

    E' da annoverare tra i fascisti per caso il Fabio Cannavaro capitano della nazionale che a Madrid sventolò un tricolore con un fascio littorio al centro: "Non sono un nostalgico, ma non sono di sinistra", giura adesso. Nel 1997, però, pubblicizzò in radio le prime colonie estive Evita Peron, campi per adolescenti gestiti dalla destra radicale. Il suo procuratore, Gaetano Fedele, assicura: "Un calciatore può essere strumentalizzato inconsapevolmente".

    Nella capitale si sta consumando un pericoloso contagio tra la curva della Roma, egemonizzata dalla destra neofascista, e i giovani calciatori romani. Daniele De Rossi, capitan futuro destinato a sostituire Totti, è un simpatizzante di Forza Nuova. E l'altro romanista da nazionale, Alberto Aquilani, colleziona busti del duce - li regala uno zio - mostrando opinioni chiare sugli immigrati in Italia: "Sono solo un problema".

    Molti portieri la pensano come Abbiati, poi. L'ex Stefano Tacconi fu coordinatore per la Lombardia del Nuovo Msi-Destra nazionale ed è stato condannato per aver usato tesserini contraffatti giratigli dal faccendiere nero Riccardo Sindoca. Matteo Sereni, figlio della destrissima scuola Lazio, oggi che è portiere del Torino continua a dormire con il busto di Mussolini sulla testiera del letto.

    Il problema è che i calciatori navigano dentro un mare di ipocrisia che consente di tenere "Faccetta nera" nella suoneria del cellulare senza provare sensi di colpa. Questione di maestri. L'ex allenatore della Lazio Papadopulo non si è mai preoccupato delle svastiche in curva "perché in campo non vedo oltre la traversa". Spiega Gianluca Falsini, difensore oggi al Padova: "Giocatori di sinistra ce ne sono pochi e la nostalgia per il Ventennio ti viene per colpa dei politici contemporanei". Già. Nel campionato 2007-2008 in campo sono raddoppiati gli episodi di razzismo: sono stati sei. Mario Balotelli, stella emergente dell'Inter, italiano di origini ghanesi, così racconta l'ultima partita contro la Primavera dell'Ascoli: "Dall'inizio alla fine mi hanno detto: "Non esistono neri italiani". Era lo slogan dei fascisti, volevo uscire dal campo".
    (da Repubblica.it)

    (1 ottobre 2008)
    September 30

    Fermato Emmanuel "negro"

    Una nuova storia di violenza senza senso, da parte di chi dovrebbe rappresentare la razionalità e la legge: questa volta capita a Parma e vede protagonista un 22enne ghanese accusato di spaccio di droga, brutalmente fermato dai vigili parmensi. Emmanuel "negro", un ematoma all'occhio, denudato e sbattuto in cella: non si tratta delle scene di Real Tv, ma di quello che denuncia il giovane stesso, presentando il verbale che sotto tortura è stato costretto a firmare e il referto medico stilato il ospedale dopo il suo rilascio. Non entro nel merito dell'accusa, grave anche se da provare in uno stato di diritto dove c'è al governo una maggioranza di "garantisti", ma sui modi: ancora una volta c'è da vergognarsi e ribellarsi a tutto ciò. A peggiorare la situazione, l'encomio del Comune di Parma al lavoro svolto dai Vigili. Se avessimo letto di questo su un libro di storia aperto a caso, avremmo pensato subito di essere incappati in una pagina che descriveva i metodi dello squadrismo fascista. Oggi invece, molti giustificano, minimizzano e accusano chi definisce tali questi metodi come ipocriti. La tv ci ha abituati a vedere i filmati della polizia americana, che ferma molto più brutalmente le persone, ma attenzione: siamo in Italia! Noi siamo il Paese nato dalla tragedia del nazifascismo, che ha vissuto la follia delle leggi razziali, dello squadrismo, del totalitarismo fascista, rischiando di sgretolarsi dopo aver perso tanti patrioti per costruire l'Italia unita. Giurammo di essere migliori, scrivendo la Costituzione, ma sopratutto giurammo di non essere mai più così. Il noi è retorico probabilmente, perchè materialmente non giurammo noi di oggi, ma è anche patriottico: nella Costituzione si deve riconoscere chi è italiano. E la Costituzione non ammette deroghe, punti di vista, rivisitazioni. Qualcuno ora ricorda le foto scattate a Termoli, dove una brutalità simile si è verificata lo scorso mese di agosto, tra le critiche di chi vide quegli atti. Xenofobia e razzismo si diffondono sempre di più e non bisogna impaurirsi nel denunciarlo: chi ama l'Italia deve farlo per il bene di questo paese. Gli ebrei di ieri sono i rom, i rumeni, gli africani di oggi: il razzismo è uno solo, cambia solo l'"obiettivo sensibile". Accanto ad essi, si diffonde l'ipocrisia: la filosofia del potere oggi sembra suggerire l'idea della giustizia "a doppia faccia": garantista coi potenti, forcaiola con i deboli. Forse è questa la grande ingiustizia dell'Italia moderna, che non possiamo non combattere.

    Da Repubblica.it

    Accusa i vigili di razzismo:
    "Picchiato, spogliato, offeso"


    "Picchiato, spogliato, offeso"

    La denuncia presentata ai carabinieri da uno studente ghanese. Scambiato per un pusher, ammanettato e trasportato nella cella del comando. "Sulla busta dei documenti che mi hanno riconsegnato c'è scritto Emmanuel negro. Mi hanno messo davanti un pezzo di 'fumo' e di hanno detto confessa"
    di Giacomo Talignani
    L'hanno fermato all'uscita da scuola, braccato, pestato: un piede sopra alla testa, le manette e poi le botte, anche all'interno della macchina di servizio. Sette agenti della polizia municipale di Parma – questa la denuncia fatta in mattinata ai carabinieri del Comando locale – hanno aggredito alle 18,25 di ieri al parco cittadino ex Eridania Bonsu Emmanuel Foster, giovane studente ghanese di 22 anni – riducendolo con un occhio nero, una gamba malmessa (il ragazzo zoppica) e diverse lesioni, come testimonia il referto ospedaliero. Ancora una volta, dunque, i vigili urbani di Parma – la città della carta dei "più poteri ai sindaci e alla polizia municipale" finiscono nella bufera, dopo l'episodio della prostituta abbandonata a terra nella cella di sicurezza. Un nuovo grattacapo per l'assessore alla sicurezza Costantino Monteverdi e il sindaco Pietro Vignali, che solo due settimane fa ha presentato un pacchetto di sette ordinanze, ora allo studio di Roma e Bologna. L'Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali (Una) del ministero delle Pari opportunità ha aperto un'inchiesta per far luce sull'episodio.

    Portato al comando della polizia municipale il giovane è stato fatto spogliare, perquisito e sbattuto in cella. Il giovane racconta di essere stato insultato: insulti razzisti. Gli è stato negato il permesso di telefonare a casa: solo alle 23 è arrivato il padre dello studente. Senza spiegazioni plausibile davanti a quell'occhio nero "mi hanno detto che era caduto ed era stato fermato perché non voleva dare le sue generalità" ha detto il padre, il giovane è stato rilasciato. E la polizia ha consegnato alla famiglia Bonsu una busta del Comune di Parma contenente i verbali con scritto sopra: "Emmanuel negro". Solo oggi la famiglia ha sporto denuncia e chiede, insieme alla comunità ghanese, scuse ufficiali e spiegazioni.
    L'aggressione
    Come ogni giorno Emmanuel Bonsu Foster, 22 anni, ghanese regolare, è andato a scuola intorno alle 18,15. Le sue lezioni all'Itis serale di via Toscana, di fronte al parco ex Eridania, iniziano alle 18,45. Il giovane è entrato in classe con anticipo, ha posato la cartella (in cui c'erano i documenti d'identità) ed è sceso in strada a fare due passi nel parco, aspettando l'inizio della lezione. Sono le 18,25. "Ho visto due uomini che parlavano dietro di me al cellulare – racconta – e un altro che si è avvicinato. Di colpo l'uomo da solo si è avvicinato senza dire niente, senza identificarsi e mi ha preso le mani. Gli altri due sono arrivati di corsa e mi hanno accerchiato. Ho preso paura, mi sono liberato e sono scappato". Emmanuel, gracile, alto non più di un metro e settanta e che dimostra meno anni di quel che ha, inizia la sua fuga disperata. In poco tempo arrivano altri tre agenti. Solo uno, secondo il ragazzo, da come è vestito "si capiva che era della polizia". Emmanuel fugge per il parco ma viene rincorso e atterrato. A pancia in giù sull'asfalto "mi hanno messo un piede sulla testa" e "hanno cominciato a menarmi. Poi le manette. Uno mi ha colpito con un pugno al volto". Nell'aggressione "gli agenti credo abbiano usato manganelli o forse erano bottigliette d'acqua, non so". Il 22enne viene fatto salire sulla macchina della polizia municipale. Con le manette ai polsi "hanno continuato a colpirmi finché non ho smesso di dimenarmi" e "mi davano del negro". Un "negro", Emmanuel, che fra pochi mesi andrà a lavorare come volontario nella comunità di recupero di Betania per tossicodipendenti, la stessa dove adesso è ospitato Matteo Cambi.

    Sbattuto in cella
    Senza chiare giustificazioni, a quanto riferisce il giovane, "mi hanno detto che ero scappato e per questo mi hanno arrestato". Emmanuel viene portato al comando di via del Taglio, lo stesso dove a metà agosto era stata rinchiusa una prostituta la cui foto a fatto il giro del mondo. Al comando lo fanno spogliare: "Mi hanno perquisito. Prima, al parco, mi avevano svuotato le tasche e preso il cellulare, la tessera dell'autobus, la tessera della biblioteca e qualche moneta". Emmanuel è completamente nudo. "Mi facevano girare fuori e dentro, fuori e dentro dalla cella. Avevo paura. Mi hanno obbligato a fare delle firme ma io mi sono opposto più volte, volevo chiamare a casa". Poi alla fine Emmanuel cede e firma il verbale.
    L'accusa
    Oltre alla resistenza a pubblico ufficiale e il reato di non aver mostrato le proprie generalità Emmanuel viene messo sotto torchio. Insieme a lui al parco è stato arrestato uno spacciatore. Emmanuel racconta: "I vigili mi hanno accusato di una cosa che io non sapevo cos'era, mi hanno messo davanti una cosa marrone come cioccolato, poi mi hanno detto di dire la verità perché hanno trovato questa cosa. C'era un'altra persona nella cella e la polizia mi ha detto che questo ha confessato tutto e che mi conosceva. Però io questo non l'avevo mai visto. Non so chi era".

    L'arrivo del padre
    Emmanuel chiede più volte di telefonare. "Mi è stato negato, ma sono maggiorenne e ne avevo diritto. Mi dicevano "negro muoviti" e poi…poi alle 22 hanno chiamato mio padre. Il papà di Emanuell, Alex Osei, metalmeccanico, in Italia dal '95, arriva al comando alle 23 insieme alla moglie Paulina. "Mi hanno detto che mio figlio era stato fermato perché era vicino ad uno spacciatore ma lui non ha voluto mostrare i documenti. Così l'hanno inseguito, dato che era scappato, e caricato in auto". Poi il padre, sotto choc appena vede il figlio, chiede agli agenti del comando: "Ma perché è ridotto così?. La risposta della municipale "è stata perché è caduto. Ma un occhio nero non te lo fai cadendo. Così io ho chiesto a mio figlio se era stato pestato. Lui ha detto solo sì". Il padre si infuria, chiede spiegazioni. "Ma quando ho alzato la voce e pronunciato la parola abuso mi hanno fatto il gesto con le mani di uscire. Mi hanno detto "Vai via". Ci hanno buttato fuori tutti". All'uscita, intorno alle 23, 15, nelle mani del padre, viene consegnata una busta con lo stemma del Comune di Parma: contiene i verbali e sopra c'è scritto "Emmanuel negro".

    All'ospedale
    Al Pronto soccorso di Parma Emmanuel e la sua famiglia arrivano a mezzanotte. Spiegano ai medici dell'aggressione: gli viene certificato un' ematoma, una ferita alla mano e il fatto che non abbia mai perso coscienza. Medicato, con ghiaccio e pomate, il giovane viene accompagnato a casa dal padre. Vengo avvertiti gli amici della comunità ghanese.

    L'epilogo
    Questa mattina la famiglia Bonsu si è riunita a casa di amici. Hanno raccolto tutto il materiale: la busta con scritto "negro", il verbale della municipale, il referto ospedaliero. Poi si sono diretti verso la caserma dei carabinieri, pronti a fare denuncia e "chiedere giustizia".

    Il comunicato del Comune
    Alle 11.14 l'ufficio stampa del Comune di Parma invia un comunicato dove si congratula con gli agenti per l'arresto di un famoso pusher nella zona ex Eridania. "L'assessore alla Sicurezza Costantino Monteverdi ha ringraziato nella giornata di oggi gli agenti della Polizia municipale che, dopo alcuni giorni di appostamenti, hanno arrestato in flagranza di reato un pusher al parco Eridania: "E' stata un'operazione esemplare per professionalità, risultato e correttezza visto che erano coinvolti anche alcuni minori. Era una segnalazione che arrivava dai cittadini e per questo sono soddisfatto due volte, per aver dato una risposta ad una richiesta reale che arrivava dai frequentatori del parco e, secondo, perché la Polizia municipale ha dimostrato ancora una volta di essere all'altezza dei compiti assegnati". Tralasciando però quello che viene denunciato da Emmanuel Bonsu.
     
    September 26

    Sorrisi bianchi

    Fino al qualche anno fa all'ingresso di Termoli c'era un grosso manifesto con un ragazzo fotografato sul belvedere di piazza S.Antonio con scritto "Sorridi, la vita ti sorride" sul quale spesso mi fermavo a riflettere su quanto sia importante il sorriso e il buon umore. Una giornata iniziata con un sorriso e un saluto ricambiato è diversa da una che inizia con lo sguardo basso e con l'indifferenza di tutti. La medicina spiega che il sorriso è il nostro antidolorifico naturale, perchè il buon umore permette il rilascio di endorfine che riducono le nostre sensanzioni dolorose e migliorano l'umore e i pensieri. Considerazioni banali, ma che in ambito ospedaliero, dove maggiore è la percezione del dolore e della sofferenza, diventano basilari. Finalmente la scorsa settimana ho visto il film su Patch Adams, il medico che rivoluzionò il rapporto dottore-paziente attraverso la cosidetta terapia del sorriso, la clown terapia. A lui bastava una pipetta rossa sul naso e qualche palloncino per far sognare pazienti piccoli e grandi, alienandoli da quella realtà sofferente e asettica in cui si trovavano a dover vivere. Se non l'avete visto, ve lo consiglio, perchè se pure potrebbe sembrare qualcosa di interesse medico, in realtà è di grande interesse culturale. Patch Adams, tra mille resistenze e perplessità da parte di colleghi e professori, puntò dritto al suo obiettivo, quello di riportare il medico ad un rapporto diretto col paziente e di scardinare il rapporto medico-malattia. A pensarci bene, il messaggio di Patch non ha nulla di rivoluzionario, anzi, è piuttosto conservatore: è fatto di una mimica, una retorica e un modo di pensare slegato dall'encicolpedismo medico e più vicino ad una medicina di segni e parole che ricorda quella dell'antichità. Tuttavia è sembrato strano, forse stupido, che uno studente di medicina e poi un medico si dedicasse al paziente come se fosse una persona e non piuttosto alla sua malattia. Ma io non credo che si possa fare questa distinzione: come esiste la malattia se non esiste il paziente? Oggi la scienza ha dato ragione a questo metodo ed ormai l'approccio medico-paziente èdiventato parte della formazione semeiotica di uno studente di medicina. Ci sono organizzazioni nel mondo che tengono vivo, moltiplicandolo, l'impegno di Patch, formando gruppi di clown-terapia, composti da medici, studenti e non solo che si recano nei reparti ospedalieri, ottendendo sempre grande successo tra i pazienti. Talvolta si trova il paziente più scettico, quello restio a farsi travolgere dal sorriso e sono queste le vere sfide per un dottor clown: convincere anche i pazienti che il sorriso è la prima medicina da prescrivere per quasiasi terapia.Per quanto difficile possa risultare prescrivere il sorriso ad un paziente affetto da una malattia cronica, non bisogna rinunciare a farlo. Anche perchè gli effetti sono sempre positivi: non c'è bisogno di trucco, parrucche e nasi finti, basta una buona esercitazione al sorriso e a guardare il paziente dritto negli occhi. Un sorriso fatto con gli occhi vale molto di più di un ghigno di denti. Per capire cosa il paziente prova, basta semplicemente guardare i suoi occhi. Non si può descrivere a parole, ma facendolo si capisce immediatamente il sollievo che sista dando al paziente. E' questo il senso più profondo della medicina, quello che nessunodeve insegnarci perchè è dentro di noi e va mantenuto o al limite ritrovato e custodito. Spesso i pazienti si sorprendono e ringraziano per un sorriso in più, una stretta di mano, una chiacchierata, anche breve, ma dopo tutto, può sembrare strano comportarsi da esseri umani? Chiamare il paziente per nome, sforzandosi di ricordarselo, è il miglior modo per supportarlo nella terapia, specie quando essa è lunga e difficoltosa: il nome, e non il cognome, crea un'intimità dignitosa che lega i due in un rapporto che più stretto è e più è forte per vincere il nemico comune, la malattia. Patch questo insegna, o più correttamente, ribadisce. Il suo più grande merito è quello di aver ripreso in mano la dignità della medicina e di averla sbandierata, urlando, sorridendo, al mondo medico che sapere a memoria tanti concetti non serve a nulla, se non si è in grado di parlare con la persona che soffre.
     
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