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September 14 La mia lanterna è accesa![]() E' mia convizione il pensiero che tutto ciò che è debole sia destinato a concludere il suo tempo, mentre ciò che è forte perdura per sua natura. Un altra mia convinzione è che il razzismo sia un pensiero debole, perchè scaturisce dall'ingnoranza, dalla diffidenza di chi è abituato a vivere nel suo mondo, senza arrischiarsi di conoscere cosa ci sia intorno. L'integrazione è un pensiero forte e come tutte le cose robuste, ha bisogno di spazio e di tempo per realizzarsi, per cui anche se lentamente, ho sempre creduto che il futuro avrebbe portato alla sconfitta del razzismo e al diffondersi dell'integrazione: durante la globalizzazioneè quanto meno da cavernicoli essere razzisti. Eppure a quanto pare in Italia si va indietro e sono giunto ad un punto in cui non manifestarlo chiaramente, scrivendolo, mi sembra un comportamento da complice di questo regresso. E ciò che mi porta a graffiare questi concetti sul blog è l'ultima violenza, solo in ordine di tempo, avvenuta a Milano questa mattina: un ragazzo di19anni è morto preso a sprangate. Se si leggesse solo questo, credo che in un paese civile tutti avremmo orrore, non solo del fatto ma anche del posto. Se si aggiunge che il ragazzo è del Burfina Fasu, stato africano, sono convinto che in alcuni i sentimenti si sfumano. Invece in altri, tra cui il sottoscritto, si infiammano: che male aveva fatto il ragazzo? Era di ritorno da una serata con 2 amici, anch'essi africani, quando 2 balordi sarebbero scesi da un furgone bar e li avrebbero inseguiti, urlando insulti stomachevoli, fin quando Abdul non è stato raggiunto e preso a sprangate. In un paese civile e all'avanguardia, che è stimato e rispettato nel mondo, tutti dovremmo almeno essere allibiti e magari infuriati, pronti a scendere in piazza. Se poi fossi milanese, mi vergognerei profondamente che in una capitale mondiale accada un aggressione tanto violenta quanto futile. E' inutile nascondercelo: l'Italia manifesta con sempre maggior preoccupazione i segni del Paese intollerante e razzista. Questo di oggi non è un evento isolato, è l'ultimo aggiornamento di quello che sembra un bollettino di guerra. Nei mesi scorsi le aggressioni sotto il Colosseo a Roma a 2 coppie (quelle che la cronaca ci segnala) omosessuali colpevoli di passeggiare mano nella mano. Anche se fossi romano io oggi mi vergognerei, perchè la patria della civiltà occidentale, quella che difende la libertà e i valori, diventa scenario di un'aggressione in stile iraniano. E poi, potete, se volete, andarvi a leggere tutti i casi di violenza ed intolleranza in Italia degli ultimi anni e vedere quanto siano in aumento. C'è pure Termoli nel novero, dopo i noti fotogrammi dei vigili che trascinano come un sacco di patate a terra un indiano, fermato perchè vendeva abusivamente per strada, ma non meritorio di un trattamento, che almeno agli occhi dei passanti è sembrato quantomeno sgradevole.
Oggi mi vergogno di convidere la nazionalità italiana con gente che pesta altra gente. L'Italia è sempre stato il paese dell'accoglienza, del resto lo insegna la sua storia, fatta di tanti viaggiatori in rotta nel Mediterraneo ed è stata la patria di un grandioso impero, il più duraturo della storia, forte, perchè fondato sulla pluralitàdi popoli e culture. Ora l'Italia sembra perdere se stessa: noi italiano sembriamo diversi da quelli che siamo. Questo perchè siamo spaventati, timorosi, convinti che i buoni abbiano un aspetto e i cattivi un altro. E' un deficit culturale, di cui io saprei indicare i responsabili, dalla scuola ai governi. Ma perchè non ci sentiamo feriti da questo? Perchè c'è meno orrore in una violenza se questa non è contro uno di quelli che stupidamente chiamiamo "diversi"? E perchè bisogna rapportare le persone ad un concetto di uguaglianza? Quali sono i criteri di questa presunta uguaglianza? Se solo si conoscesse un po' più la biologia e la genetica, si saprebbe che le differenze tra l'etnia culturale italiana e quella africana non sono più di quelle con l'etnia spagnola. Semplicemente perchè non esistono razze. Ed è una novità questa? Se parliamo poi di differenze sessuali, si cade proprio nel vuoto, cioè nel parlare per il puro gusto di farlo senza nessun argomento alla base. Perchè bisogna condannare chi ama (chiunque sia), additarlo o peggio fargli male e non bisognerebbe invece condannare chi odia? E' meglio l'amore o l'odio a questo punto?
Io scelgo di condannare chi odia e credo che se vogliamo un futuro migliore, dobbiamo tutti rispondere così. Non è una domanda retorica, è una domanda vera: se quando si pesta il gay per strada in fondo non ti scandalizzi molto (non dico gioisci perchè a quel punto ci sarebbe una patologia in atto) vuol dire che scegli di condannare chi ama, diversamente da te, ma comunque è colpevole di aver amato. Non basta scandalizzarsi per il ragazzo africano pestato per strada, saper rispondere significa scandalizzarsi anche per qualsiasi forma di offesa, anche velata, contro qualcuno per un discorso di razza. Si può essere colpevoli pe ril colore della pelle? Per la provenienza geografica? Io credo che esistano le persone, perfide e buone, ma sempre persone. Questo vale per i rumeni, gli albanesi i marocchini, gli italiani i tedeschi...Per tutti.
La cosa peggiore è vivere in un paese in cui scrivere ciò, parlare così, è ritenuto strano. Certo che è strano, è fuori dal coro: io non ho pretese canore, ma ho la pretesa di non sentirmi complice. E' come se stia calando l'oscurità e nessuno se ne renda conto o peggio che qualcuno in fondo voglia che faccia buio e che le lanterne restino spente. Io non so muovermi al buio, per cui accendo la mia lanterna e la custodisco gelosamente. Probabilmente cercheranno di spegnerla, ma io non mi vergogno di averla. Mi rammarico della mancanza dei lanternoni, quei fari che dovrebbero guidarci quando passa una nuvola che oscura il pensiero. Oggi è più di una nuvola a passare, anzi, si sta vivendo un lento imbrunire. Quello scatto di orgoglio o di reni per usare un linguaggio più deciso, non c'è stato e non credo che ci sarà. Restano le lanterne: più sono e meno sarà buio e magari con quel fuoco di riaccenderanno i lanternoni. TrackbacksThe trackback URL for this entry is: http://spaziogiovanni.spaces.live.com/blog/cns!D9CFCC878DF01A6F!2046.trak Weblogs that reference this entry
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