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September 12 Crisi settembrina![]() Quando le vacanze finiscono, ci si sente sempre un po' giù. Possiamo pure dire che la routine ci piace, rivediamo volti amici (ma purtroppo anche quelli meno amici), torniamo alla regolarità della nostra vita, ma perdiamo quello spirito che contraddistingue i periodi di vacanza. Sarà che l'estate è la stagione calda, sarà che per chi vive al mare significa giornate intere passate in spiaggia, a parlare, giocare, fare il bagno, conoscere nuove persone e ritrovare gli amici di sempre, ma l'arrivo dell'autunno crea una crisi. Crisi che può manifestarsi nel carattere, nel look, nei modi di fare, nel non riuscire a dormire: si sente che qualcosa si è spezzato. Portando la mia esperienza personale, studente universitario che ha vissuto in pratica 2 mesi di vacanza, tra mare, viaggi e serate danzanti, sento che ciò che si è interrotto è il clima spensierato. Ritornano lezioni, libri, professori, esami...Ma probabilmente non è tanto quello che ci aspetta quanto quello che lasciamo a pesare di più. Intendiamoci: chi vorrebbe continuare a stare in vacanza se per egli questo significasse stare solo a casa senza vedere nessuno? Se penso ai bei momenti passati con i miei amici, quelli di sempre, quelli nuovi e con le persone che ho conosciuto quest'estate, dico di essere felice per come sia andata questa stagione di spensieratezza e mi dispiaccio del fatto che a breve si tornerà ad essere condizionati da un orario e un calendario che logora. Eppure, se penso ai bei momenti trascorsi negli anni passati nell'ambiente universitario, agli amici, alle soddisfazioni dello studio, alla curiosità di conoscere, alla sfida del tirocinio in ospedale, penso che quasi quasi vorrei ricominciare domani. E' questo punto: comunque sia, restiamo insoddisfatti. Insoddisfatti di ciò che passa e di ciò che arriva. Come si supera quindi questa crisi? Non credo che si possa predisporre una terapia unica, ma penso che possa aiutare molto la volontà di non accontentarsi a vivere le giornate, ma di cercare di renderle vive. Certo non è facile: ma se il primo e il secondo giorno dalla fine delle vacanze passano nell'apatia, bisogna cercare di fare in modo che il terzo segni l'inizio di una nuova stagione, perchè non è vero che esiste una stagione del divertimento e una dell'impegno, ma piuttosto dovrebbe sempre esistere lo svago, secondo i tempi e le modalità possibili. E poi cos'è che causa materialmente questa crisi? A pensarci bene è un evento: può essere la prima pioggia, il primo freddo, la partenza contemporaneo di tutti gli amici, la propria partenza per il ritorno all'università, la partenza di una persona particolare...E' un evento, che tuttavia non è tale per noi stessi: ognuno pesa gli accadimenti con i propri pesi, per cui ciò che irrilevante per uno è fondamentale per l'altro. E' la sottile differenza che fa sì che una persona possa deprimersi per una partenza e l'altra a mala pena accorgersi della mancanza del tale. Come si fortifica l'animo? Credendo di più in se stessi, consapevoli che i sentimenti veri restano, quelli fasulli crollano e di nuovi se ne formeranno: sta poi a noi capire se vogliamo vivere di verità o falsità. Per cui se settembre significa cambiamento, travaglio, crisi, si pensi però che dopo una crisi ci deve essere la ripresa e che questa ha un sapore più buono e gradito proprio perchè ci riconsegna uno stato di grazia, dal quale poi di nuovo non vorremo fare a meno... Comments (1)
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