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July 21 Disormofobia: condannati a vedersi bruttiImmaginate uno specchio e un'immagine del vostro corpo restituita in maniera orrenda: rompereste lo specchio, al diavolo i 7 anni di sfiga. E se il problema fosse chi guarda? Cioè, se non fosse il corpo di chi si specchia ma la testa di chi guarda? Non è un discorso assurdo, ma una delle possibili realtà che il nostro cervello può nascondere. Lo dimostrano i racconti di tante persone che ne sono afflitte, l'ultima in ordine di tempo è una bellissima ragazza, una di quelle che ci si sogna e che invece ha passato la sua vita a tormentarsi, tra trucchi e pensieri suicidi, inconsapevole della sua bellezza. Questo fin quando non ha scoperto che vedersi brutti può essere una malattia, che come tale va curata. E' una problema degno di nota, in una società che vigliaccamente insegna piuttosto a come apparire e non a come essere, per questo è importante conoscerlo.
da Corriere.it
■ Audio - lo psichiatra: «Ore e ore a guardare difetti immaginari» LA DIAGNOSI: «DISMORFOFOBIA» - Rughe profonde e zampe di galline le segnano il bel volto, simile a quello di un'ottantenne nella sua immaginazione. O all'aberrante strega di Biancaneve, stando alla descrizione che lei stessa traccia sulle pagine del britannico "Daily Mail". Dopo 11 anni di sofferenze, con pensieri suicidi che si facevano largo nella sua mente, le è stato diagnosticato il disturbo di dismorfismo corporeo o dismorfofobia. Ora è in cura con antidepressivi sviluppati ad hoc per questo disturbo. «Finalmente ho imparato ad accettarmi per quella che sono», afferma convinta come se le deformità osservate con orrore allo specchio fossero davvero reali. «Ho vissuto un'infanzia felice e serena - assicura la giovane ripercorrendo la sua insolita e triste vicenda - ma con la pubertà sono iniziati i guai». Ma da quando aveva 13 anni sono iniziati i guai con la sua immagine riflessa. Guardandosi allo specchio la giovane scova il volto di una vecchia donna, con rughe dappertutto, persino attorno alle labbra. A 15 ANNI SI VEDEVA DI AVER PERSO I CAPELLI - A 15 anni si convince di aver perso i capelli, mentre i suoi occhi le appaiono piccolissimi, microscopici, inguardabili. A 16 anni smette di socializzare, intimidita dal suo aspetto. Trucchi, vestiti e accessori diventano la sua unica ragione di vita, alleati preziosi per mascherare un corpo e un viso mostruosi. Nel 2006, finalmente, alla tv guarda un documentario su persone alle prese con questa patologie. «Gente normalissima - ricorda - addirittura, in alcuni casi, attraente, ma convinta di un aspetto mostruoso. Ho pensato: "sembrano me, provano quel che io stessa sento"». Così è giunta la diagnosi e la cura. «Dovrò convivere tutta la vita con questo disturbo - riconosce - ma quanto meno ho imparato a tenerlo sotto controllo». E anche la sua vita sembra ormai essere tornata a una normalità apparente. Danielle oggi lavora e ha un fidanzato. Comments (1)
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