l dottore che ha cambiato la storia della cardiologia stava per compiere 100 anni
Era al centro di un impero costruito a colpi di invenzioni in collaborazione con la Nasa
Si ferma il cuore di DeBakey
il medico che inventò il by-pass
di ELENA DUSI
Micheal DeBakey in una foto del 1963
IL MEDICO che curò se stesso avrebbe toccato i cent'anni fra poche settimane. Michael DeBakey, il re americano dei cardiochirurghi, è morto venerdì "per cause naturali", si limitano a dire i colleghi del Methodist Hospital di Houston. Il "suo" ospedale era al centro di un impero costruito a colpi di invenzioni, macchine per la cardiochirurgia e cuori artificiali creati con il contributo della Nasa, diligentemente brevettati in 70 anni di carriera. DeBakey ha curato i presidenti americani da Lyndon Johnson in poi e ha guidato la mano dei cardiochirurghi che nel 1996 applicarono 5 by-pass al capo del Cremlino Boris Eltsin. In cambio della consulenza, nel 2000 divenne il primo medico straniero ammesso nell'Accademia delle scienze russa.
In patria e fuori, DeBakey ha infilato le mani nel petto di 60mila pazienti. È stato il medico di Marlene Dietrich, Jerry Lewis e Aristotele Onassis. Nell'epoca in cui i cardiochirurghi erano stelle della vita mondana (Christiaan Barnard, autore del primo trapianto di cuore nel 1967, amava farsi fotografare accanto a Gina Lollobrigida o Sophia Loren), DeBakey sposò in seconde nozze un'attrice tedesca che aveva incontrato alla festa di Frank Sinatra. Rispetto a Barnard, il medico di Houston fu sempre più prudente e non esultò alla notizia del primo trapianto di cuore (il paziente sopravvisse 18 giorni). Al suo vice, che si azzardò a impiantare in un paziente in fin di vita il cuore artificiale messo a punto insieme, tolse il saluto per 40 anni. Ma quando a 97 anni anche lui sentì l'improvvisa fitta al petto che segnala un attacco di cuore, i migliori colleghi di una vita si ritrovarono in sala operatoria per salvarlo.
Ci riuscirono per un pelo, grazie al by-pass che DeBakey nel 1964 aveva inventato ma che mai era stato sperimentato su un paziente quasi centenario. In 7 ore di intervento e 7 mesi di riabilitazione, il Methodist spese un milione di dollari per salvare il suo "gioiello". "Avrei preferito morire", disse lui al momento dell'attacco (rottura di un aneurisma dell'aorta), salvo poi ringraziare i medici che contro ogni ragionevolezza - vista l'età - avevano deciso di operarlo: "È un miracolo se sono ancora qui".
Il suo cervello si era ripreso, ma per l'organismo il colpo era stato duro. Tra le corsie continuava ad aggirarsi su una sedia a rotelle. In compenso la tecnica del by-pass (nel '64 per la prima volta DeBakey prelevò il tratto di una vena dalla gamba e la usò per sostituire il frammento dell'aorta danneggiata) oggi viene usata 500mila volte all'anno solo negli Usa. La "pompa ruotante" che inventò a 23 anni da studente fa ancora funzionare le macchine cuore-polmoni, gli apparecchi che consentono le operazioni "a cuore aperto". Con la Nasa, nel '98 DeBakey sviluppò un cuore artificiale temporaneo grande come una pila, che per pompare il sangue usava il sistema di iniezione del propellente nei motori dello Shuttle.