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    July 11

    Il funerale della noche termolese si celebra all'1

    E' un risveglio sotto choc per i giovani termolesi e per tutti i protagonisti della movida cittadina. Ieri sera, quasi in sordina, arriva la notizia pubblicata sul sito di informazione locale Primonumero.it della nuova ordinanza del sindaco Vincenzo Greco in materia di orari dei locali pubblici, con la quale si porta l'orario per spegnere abbassare il volume della musica dalle 2 all'1, con l'eccezione dei locali da ballo fuori città (e ci mancherebbe). Resta invariato l'orario di chiusura alle 2 di notte, in più nell'rodinanza si legge delle limitazioni imposte agli strilloni pubblicitari per girare per le vie del centro nei giorni festivi e la domenica e in determinati orari negli altri giorni. L'obiettivo dichiarato dal sindaco è di «tutelare la salute e la tranquillità dei residenti e dei turisti limitando l'inquinamento acustico degli ambienti di vita interni ed esterni», però qualcosa non convince neppure il suo vice, che si è detto a conoscenza dell'ordinanza solo a cose fatte e che lui non avrebbe, in qualità di responsabile per il turismo, variato l'orario. Già, l'orario. A Termoli ormai sono 10 anni che c'è questa polemica sulla chiusura dei locali d'estate: il boom turistico degli anni 90 ha improvvisamente trasformato una cittadina tranquilla, poco abituata a drink e notti bianche, in una piccola Capalbio del Molise, affollata d'estate, con via vai che non si ferma prima delle 2, esplosione di locali, lidi balneari, sede di concerti e manifestazioni folklorike. Il Borgo Antico, da luogo tetro, da cui provenivano olezzi fastidiosi e evitato per il passeggio serale è diventato un enorme piazza comunale, pieno di locali e localini, alberghi, bred&breakfast e le abitazioni prima decadenti hanno trasformato le loro facciate e anche il loro valore sul mercato. Assieme a tutto ciò è arrivata la nuova pavimentazione, il sistema di videosorveglianza...Il corso di Termoli è stato ugualmente trasformato e si avvia a diventare una nuova isola pedonale, come lo sono del resto già alcune sue traverse. Eppure ai residenti il baccano estivo non è andato proprio giù. Come non compatirli, non è piacevole cercare di prender sonno tra risate, pettegolezzi e musica dance. Però Termoli non è stata la prima e nè sarà l'ultima città a scoprire il turismo: spesso ci si interroga sui motivi per i quali il turismo termolese è fermo e non decolla, probabilmente questi sono davanti agli occhi di tutti ma si fa fatica a decifrarli. Un lungomare inspegabilmente estromesso dall'organizzazione di eventi, sul quale non si investe in illuminazione ed infrastrutture, dove i ritardi si moltiplicano, come se si trattasse dell'ultima strada interpoderale; la camminata sotto al borgo, storica strada che costeggia il muraglione del Borgo,  abbandonata per decenni a polvere ed erbacce, è stato avviato un cantiere che avrebbe dovuto regalarci uno dei posti più romantici di Italia con trabucchi, luci soffuse, vista tramonto, ma ovviamente è in ritardo e sarà forse finita per questo inverno; piazza S.Antonio, una balconata sul mare, lasciata nell'incuria più disperata, ma peggio è andata al Pozzo Dolce, recuperato parzialmente da un privato, è diventato ricettacolo per chi non ama l'affollamento del centro città nè gli occhi indiscreti, visto l'isolamento di cui gode sotto tanti aspetti quella zona così panoramica e caratteristica di Termoli. Ed infine arriva il De profundis della noche termolese: si anticipa lo spegnimento della musica all'1, che significa quindi che a quell'ora ci si può pure alzare, perchè a stare in religioso silenzio in una calda serata di luglio si preferisce stare a letto (magari in un quartiere di periferia dove scorrazzano ragazzi in scooter rumorosi che non sanno che fare vista la fine della serata in centro). Non è semplicismo questo: è realismo, quello di chi la notte vive la città e un po' pensa di conoscerla, essendoci un po' stupidamente affezionato.
    Il motivo che ha spinto il sindaco è probabilmente nobile e sicuramente non nasconde altre intenzioni: l'inquinamento acustico è un problema dei nostri giorni non di secondaria importanza, chi scrive vive nel centro di una città universitaria ed è consapevole del fastidio addotto. L'inquinamento acustico è problematico per il sonno, la concentrazione, l'alimentazione e finanche per le difese immunitarie. Tuttavia credo che il fanatismo non serva: ottimo limitare gli strilloni, ma non decidere di interrompere la notte sul nascere. Sarebbe stato più saggio operare in modo prospettivo, imponendo una forte limitazione al traffico del centro città, il quale è reo della gran parte dell'inquinamento acustico, tra clacson e motori roboanti. Certamente sarebbe stata una limitazione dura ad accettarsi viste le cattive abitudini della vita odierna, ma almeno avrebbe avuto un senso. Interrompere la movida termolese un'ora prima cosa porta di meglio alla salute? Qualcosa? Ma sfido i residenti del centro a dire che ora dormirebbero meglio e con meno stress. Un blocco del traffico in centro o una forte limitazione avrebbe portato vantaggi enormemente superiori. Pensiamo ad una giornata intera nella quale non si sente il traffico dalla finestra del salotto o una sera in cui fino all'1 c'è musica alta e poi solo ragazzi che scorrazzano con motorini e che parlano...In quale situazione si vive meglio? Andando oltre l'aspetto acustico, questa decisione è una sciabolata anche per l'economia termolese: che senso ha venire a Termoli quando all'1 finisce tutto e si può andare nella vicinissima Campomarino lido o magari arrivare a Vasto? (percorrendo una strada da incubo, cimitero di tanti giovani).
    Ieri sera le voci erano polemiche per il Corso ed in piazza, la decisione non piace proprio, anche se il trauma probabilmente arriverà sabato serà e nei giorni compresi tra S.Basso e Ferragosto, quando è di routine non tornare a casa prima dell 2. Qualcuno per il corso ha avanzato l'idea di una contestazione al primo cittadino da parte della gente della movida termolese (e dei gestori dei locali). Dopo i dati sui (mancati) arrivi dei turisti nel mese di giugno, probabilmente per le basse temperature, ma di sicuro non solo, questa ordinanza sa un po' di un manifesto funebre. Venuta poi da un sindaco che espressamente parlò di giovaniin campagna elettorale, cavalcò il malcontento delle giovani generazioni termolese per troppo tempo bistrattate dai piani culturali e di intrattenimento del Comune di Termoli ed ora, un po' a sorpresa, si mostra più distante di chi c'era nel passato. Non conta l'appartenenza politica, perchè in fondo sia gli elettori giovani di destra che quelli di sinistra, oltre a quelli di centro, non hanno mandato giù tanto volentieri questa decisione, che sembra basata più sull'anti divertimento che sulla tutela della salute dei residenti del centro città.
     

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