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日志


10月6日

La pugnalata e l'alcool

Mamma, sono uscita con amici. Sono andata ad una festa e mi sono ricordata quello che mi avevi detto: di non bere alcolici. Mi hai chiesto di non bere visto che dovevo guidare, cosi ho bevuto una Sprite. Mi son sentita orgogliosa di me stessa, anche per aver ascoltato il modo in cui, dolcemente, mi hai suggerito di non bere se dovevo guidare, al contrario di quello che mi dicono alcuni amici. Ho fatto una scelta sana ed il tuo consiglio è stato giusto. Quando la festa e finita, la gente ha iniziato a guidare senza essere in condizioni di farlo. Io ho preso la mia macchina con la certezza che ero sobria. Non potevo immaginare, mamma, ciò che mi aspettava... Qualcosa di inaspettato! Ora sono qui sdraiata sull'asfalto e sento un poliziotto che dice: "Il ragazzo che ha provocato l'incidente era ubriaco". Mamma, la sua voce sembra così lontana... Il mio sangue è sparso dappertutto e sto cercando, con tutte le mie forze, di non piangere. Posso sentire i medici che dicono: "Questa ragazza non ce la farà". Sono certa che il ragazzo alla guida dell'altra macchina non se lo immaginava neanche, mentre andava a tutta velocità. Alla fine lui ha deciso di bere ed io adesso devo morire... Perchè le persone fanno tutto questo, mamma? Sapendo che distruggeranno delle vite? Il dolore è come se mi pugnalasse con un centinaio di coltelli contemporaneamente. Dì a mia sorella di non spaventarsi, mamma, di a papà di essere forte. Qualcuno doveva dire a quel ragazzo che non si deve bere e guidare... Forse, se i suoi glielo avessero detto, io adesso sarei viva... La mia respirazione si fa sempre piu debole e incomincio ad avere veramente paura... Questi sono i miei ultimi momenti, e mi sento così disperata... Mi piacerebbe poterti abbracciare mamma, mentre sono sdraiata, qui, morente. Mi piacerebbe dirti che ti voglio bene per questo... Ti voglio bene e.... addio. Queste parole sono state scritte da un giornalista che era presente all'incidente. La ragazza, mentre moriva, sussurrava queste parole ed il giornalista scriveva... scioccato. Questo giornalista ha iniziato una campagna contro la guida in stato di ebbrezza. Se questo messaggio è arrivato fino a te e lo cancelli... Potresti perdere l'opportunita, anche se non bevi, di far capire a molte persone che la tua stessa vita è in pericolo. Questo piccolo gesto può fare la differenza.
NON TI COSTA NULLA:METTILO NEL TUO BLOG
 
Sembra patetico, a me invece ha toccato nel profondo. Forse non è vero, forse non sono andate così le cose, ma tutto ciò che è raccontato è drammaticamente vero e si ripete ogni volta che accade un incidente. Questo è il primo sabato di ottobre, molte discoteche riaprono per la stagione invernale: ho creduto che sia giusto inserirlo nel blog, perchè questo racconto non è fatto pre traumatizzare, per ammonire o bacchiettare, ma racconta una triste verità. C'è chi esagera col bere ed è libero di farlo. Ciò che non è libero di fare è scegliere di rischiare. In discoteca ci sono due tipologie di clienti: quello che va per sballarsi e quello che si diverte ma sta attento a non esagerare, che non beve se deve guidare o che si mette al volante dopo che la sbornia è passata. Non si può continuare con questa strage del sabato sera, non si può mettere in pericolo la vita degli altri, di chi non vuole metterla in pericolo. Se l'amore per la propria vita non basta, si aggiungano queste considerazioni.

Spazio alle immagini

Come vedete ho aggiunto un nuovo modulo, dedicato ai video. Questo è l'anno di youtube, iniziato con la famosa copertina del Time con un monitor e la scritta you come personaggio dell'anno. La forza delle immagini è spropositata, per cui credo che se il blog è uno spazio di riflessione, non possono mancare le immagini. Oggi inizio con un video dedicato alla mia città, Termoli. Così come il video di Fargetta di Milano is burning, anche qui da noi qualcuno si è cimentato ottentendo un vero e proprio capolavoro che celebra le macchiette, i vizi e le tradizioni termolesi. Vedetelo e giudicatelo, magari lasciando un commento...
10月5日

Le regole dell'informazione

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Ieri sera i giudici in tv, stamattina il ministro in conferenza stampa. Anno Zero, la trasmissione RAI condotta da Michele Santoro, ha avuto il coraggio di affrontare un problema, quello più grande di tutti per la seconda repubblica italiana, nata dall'inchiesta Tangentopoli: il rapporto tra giustizia e politica.
Non voglio entrare nel merito della diàtriba, ma riflettere su un punto che sembra irrinunciabile: è giusto che la televisione pubblica approfondisca l'informazione? E' giusto che non ci si limiti al solito Porta a Porta, tanto preciso nel gossip  e nella cronaca nera quanto incensante sulla politica? E' giusto vedere un'altra informazione, quella più difficile da condurre, ma più costruttiva per l'opinione pubblica?
Io credo di si. Io credo che questa ennesima invasione di campo del ministro Mastella. Neppure appropriato è stato però il contraddittorio di ieri sera: il solo sottosegretario non poteva essere esposto all'intera polemica. C'era bisogno di un bilanciamento corretto dei pesi, per non essere una trasmissione che attacca ma una che informa. Ora si parla di regole: speriamo non si faccia un nuovo editto bulgaro. Gli italiani hanno il diritto di capire su quali basi si trasferisce un magistrato che fa indagini sui politici, hanno diritto di saperne di più oltre ai mummificati comunicati politici. Non è facendo informazione da salotto che si crea opinione, ma arrischiandosi in interviste scomode, reportage, inchieste.
Ma quali potrebbero essere le regole? Io non ne vedo di nuove, oltre a quelle esistenti: il rispetto della par condicio, la presentazione delle prove, l'uso di un linguaggio pacato sono i cardini che deve avere l'informazione, soprattutto quella pubblica. La genuflessione, la riverenza, l'accomodamento sono invece bavagli della censura. Il rispetto è il valore di fondo che deve essere presente rivolgendosi alle istituzioni, per cui le critiche sono rivolte sempre per migliorare gli uomini, non per distruggerli. Credo che questo stia sfuggendo ai politici di oggi, che stanno commettendo errori preoccupantemente simili a quelli fatti dai politici del recente passato.
10月4日

Pensieri romani

Sono di ritorno da una piacevole 2 giorni a Roma: la città eterna, anche nel piacere della visita.Grandi tappe di questa vacanzina sono stati Castel S.Angelo, Il Gianicolo, il Vittoriano e i Fori Romani. Posti molto diversi eppure che danno un tocco di magia ad un ambiente spesso detestato e avvilente come può essere la città. Castel S.Angelo è davvero una perla nel centro della bella capitale italiana: all'ingresso sembra di attraversare uno porta spazio temporale che ti catapulta nel più medioevale dei castelli. Pochi metri ricordano però che questo anche un luogo dell'anima: è il mauseleo dell'imperatore romano Adriano, celebrato dagli storiografi come uomo dedito alle arti ed alle lettere, in grado di applicare la disciplina militare al mantenimento di una pace proficua per l'economia del suo impero. Non scendo nel giudizio sull'uomo: si tratta di un'altra epoca, di un'altro sistema politico ed ogni definizione appare anacronistica. Leggete il capolalovoro della Yourcenar: la falsa autobiagrafia di Adriano può dare un'idea dell'aria di raffinata elegana che si respira nel Mausoleo. Il bel terrazzo con tavolini e belvedere è qualcosa di estasiante per gli occhi.
Il Gianicolo è un posticino romantico: un terrazzo su Roma, la quale di notta al chiaro di luna fa davvero innamorare....
Sul Vittoriano spenderei qualche parola in più: è mai possibile che noi italiani calpestiamo metodicamente la nostra autostima? L'imponente altare della Patria è stato per tanti anni snobbato, deriso come macchina da scrivere, ma riflettiamo: siete stati mai davanti alla tomba del milite ignoto? Siete saliti sul terrazzo delle quadrighe o ancora più su sul tetto? Ci vorrebbe maggior rispetto per i monumenti che rappresentano la nostra storia, specialmente perchè essi rappresentano un simbolo di quanto il genio umano possa eccellere e davvero mostrare la sua superiorità sulla Terra. Oggi c'erano tanti stranieri, ma pochissimi italiani...il che indica come noi siamo un popolo che non sa apprezzare ciò che riesce a produrre...ed è una grave colpa...
Qualche flash sui Fori: fantastici. L'entusiasmo che provocano tra la gente è palpabile passeggiandoci ed anche in me non nascondo che abbia dato una certa emozione camminare su una piazza che ha più di 2000 anni di storia. Paradigmatica è la grande affluenza di iscritti a "Villa Arzilla", ma anche di giovanissimi (specie stranieri). Una cosa ci tenevo a raccontarvi: avete fatto caso all'ara di Giulio Cesare? Credo che sia d'obbligo passarci anche per uno sguardo rapido, lì dove egli venne pugnalato. Ma oggi ho avuto una gran sorpresa: mazzi di fiori su questa tomba...Francamente mi sembra un'esagerazione, ma ci può stare almeno per testimoniare che la storia deve vivere in noi e che Roma è custode di se stessa, cercando di evitare gli errori già accaduti...
Considerazioni fugaci sono queste, ma credo che siano il miglior modo per lasciare un ricordo di questa esperienza romana, senza scadere nel racconto banale o nella descrizione realista. Una riflessione mi viene: Adriano, Cesare sono esempi di dittature, di un'epoca che non concepiva ancora la libertà individuale e la democrazia. Le loro imprese ci emozionano, i racconti ci coinvolgono, ma guardandone la trasposizione in realtà essi sono dei potenti, figli del loro tempo, che si comportavano secondo quelle epoche. Oggi le loro imprese potrebbero essere accettabili? No, così come non accettiamo Bush, Ahmadinejad, Saddam, Hitler, Stalin. Allo stesso modo non possiamo restare indifferenti alla Birmania, paese in cui la democrazia sussulta contro la dittatura. Ogni società arriva al tempo della democrazia, che amio giudizio è una fase della storia non reversibile. Così come l'anziano non può tornare bambino, così una società democratica non può tornare ad essere tirannia, se non al prezzo di forzature cmq deboli in confronto al passare inesorabile del tempo. Gli imperatori romani sono stati grandi perchè riuscivano ad esprimere il meglio per quel sistema di pensiero. E chi non vi riusciva o era condannato al vituperio (come a accadde ad alcuni imperatori) o seppure riusciva a costruirsi una storiografia favorevole in vita (menzognera) era condannata ad essere smascherata col tempo. Quindi possiamo noi credere dopo settimane di proteste silenziose condotte dai monaci buddisti a manifestazioni in favore di un regime militare in Myanmar?
10月1日

Se questo è accettabile

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Ritorno a scrivere sul blog dopo una lunga assenza motivata dagli impegni universitari e da mancanza di volontà. Apro tuttavia una nuova fase del blog, più calata sull'attualità ed il commento che sulla vita personale. Personalmente è un modo per continuare a crescere sotto il profilo giornalistico.

Non a caso ciò che mi ha smosso definitivamente è stata la protesta dei monaci birmani. Io scrivo "Se questo è accettabile" in modo provocatorio, così come è provocatoria e forte la foto che ho inserito. Non è per banalizzare la morte, ma anzi, per far dimostrare quanto essa sia drammatica. Io credo che quella dei monaci birmani sia l'ultima grande rivoluzione dei nostri tempi, grande perchè oppone la non violenza alla violenza. Ed è grande per la quantità di gente che è scesa in strada con i monaci, per gli effetti internazionali (il coinvolgimento dell'ONU) e per l'assoluta non violenza dei dimostranti.

Purtroppo il mondo celebra le rivoluzioni francesi sempre dopo che siano terminate, non sa riconoscerle e tantomeno sostenerle. Questa foto sfuggita alla censura del regime del Myanmar dimostra quanto feroce possa essere la dittatura: non solo fotografi stranieri uccisi, ma anche i monaci, ad indicare la volontà del regime di nascondersi agli occhi del mondo e di uccidere l'animo del popolo birmano. Non si tratta di un'opposizione riottosa contro un regime consolidato: è un'oligarchia militare che per sopravvivere schiaccia la società civile. E' quanto di peggio possa accadere in uno stato democratico. La scelta di costruire una capitale fortificata nel mezzo della giungla birmana dimostra che queste non sono congetture da rivoluzionario, ma una triste realtà. E' questo accettabile?

Io credo proprio di no. Credo che il mondo libero, quello che pretende di difendere la libertà, non possa e non debba permetterlo. C'è una leader non di opposizione, ma di maggioranza, avendo vinto le uniche elezioni democratiche più di 15 anni fa, tenuta agli arresti domiciliari, c'è un popolo stremato che sceglie di morire e di essere torturato per chiedere la propria libertà, il diritto ad essere persona e non pate di una massa amorfa. La dottrina americana oggi crolla inesorabilmente: i talebani e Saddam sono meno spietati di Swhan (spero di scriva così), il terribile comandante in capo del Myanmar?

L'Europa risponde con le sanzioni economiche: mi chiedo chi sarà più danneggiato tra una popolazioni che muore di fame e un'oligarchia che vive all'ingrasso. Al momento io credo che andrebbe organizzata una grande catena di solidarietà umana per la raccolta di fondi e viveri per il Myanmar, per le popolazioni rurali e cittadine. Credo che si debba chiedere il ritorno delle associazioni non governative nel paese per alleviare la crisi umanitaria che potrebbe profilarsi. La repressione è stata dura e la popolazione viene già da un cataclisma, lo tsunami del 2004, da cui il Myanmar è stato colpito anche se il regime non ha lasciato trasparire dati ufficiali sui morti, comunicandone una cinquantina, ma l'esperienza degli altri paesi ci convince a non dover credere a tale versione.

Non esistono siti italiani in sostegno della causa birmana. Se passate di qui e leggete quest'articolo, lasciate almeno una firma, anche uno pseudonimo, per dimostrare che la gente è più intelligente di quanto sembri dai mass media. Anche questo può servire a creare informazione.